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Note critiche

"Una prosa lucida, fluida e riflessiva: e non c’è nulla di “astrattamente filosofico” in queste pagine di Lu Ragos. Domina invece una concretezza dello sguardo ed una “corporeità” di persone e cose. Lo scandaglio rimane puntato su di una interiorità non chiusa, ma aperta all’esterno in un continuo divenire nel segno costante della libertà."

Umberto Piersanti

"Questi testi di Lu Ragos sono così. Brevi Efficaci. E sono, innanzitutto, “storie veloci buone da schiaffeggiarti con la mano della carezza e carezzarti col colpo secco dello schiaffo."

Pino Roveredo

"Qui è tutto sempre molto fisico, perturbante. In ognuna di queste pagine, tutti i sentimenti hanno sempre, per così dire, un corpo."

Andrea Demarchi


RECENSIONI [leggi]


 
Gigi Proietti
  legge "Lu Ragos"
 

UN GRAZIE SPECIALE
Il fascino di una Voce che sa penetrare il nostro mondo interiore è sempre qualcosa di magico. E per questo desidero ringraziare la Magia del Grande Gigi Proietti
Lu Ragos
 
 
 

Brani da "Due e 10"
 

“amore d’appendice”

    Sono entrata una notte nella mia vita. Non ho bussato come ad un portone, sono passata senza documenti pur annusando il pericolo. Non era forse il momento, le fiamme erano in pieno splendore e la loro luce mi ha acchiappato come un animale in trappola. Ho voluto vedere. E mi sono fatta incendiare. Sono ritornata da te. Tutto pulsava, la gola avrebbe proiettato un grido al mondo, ho sentito come può ardere un corpo, la bellezza di una pelle liscia tragicamente appetibile lucidata più della mela del peccato. Le forze dirompenti dei desideri hanno creduto di sentire l’urlo della vita accendersi in un sì, poi lo spezzarsi di fronte ad un’altra paura, di tutti, di vivere  per poi morire, morire per non sapere cosa sia e come sia l’amore. Di fronte alle nostre porte non abbiamo esitato. Le abbiamo sfondate entrando in noi con l’impeto con cui forse si è cacciati all’inferno e siamo scesi nella carne, godendone dell’andare avanti e indietro e indietro e avanti fino a scivolarci giù, fin dove si può arrivare per lasciarvi gioia o ferita …...   ........ 
 
 
 

"complici"

    Raccoglierei sulla lingua la tua acqua. Tutte quelle gocce di sale che di lacrima in lacrima si vergognano di spuntare sul ciglio dello sguardo. Succhierei da quegli occhi il sugo di tutte quelle asciutte, più ostili nemiche e perfide. Libere e libero diventa fottuta miseria!
Non ne farò cadere una. Non dirò niente a nessuno. Segrete, dentro la mia bocca ingoierò l'amaro. Che ti restituirò. Anche tu dovrai mantenere il segreto. Dentro la tua bocca.
 
 

"povero leone"

 .......   
"E poi che vogliono le donne Rocco?"
"Sostanzialmente tre cose, ma dimmi tu piuttosto: cosa vogliono gli uomini?"
"Un accogliente umore costante!"
"Sarebbe meraviglioso! una donna dall'umore costante, ma temo che rimanga un      sogno mia cara Carmen! Perlomeno finchè ....
 
 

"lassù"

    Imbronciato e sedotto dal castigo tutt'altro che scacciadiavoli, il volto presenziava solenne sopra un abito verde.
Io fumavo. Apparentemente indifferente. Di fatto bloccato, lì a pensare cosa e come lo potevo dire, quello che di giusto forse era bene che dicessi.
Il profilo inflessibile e severo evidenziava zigomi tesi verso una probabile fuga, tanto da rappresentarti in un ghepardo pronto alla corsa. Niente a che vedere con il momento in cui riponevi le rose in vasi di cristallo e alabastro e sorridevi con grazia, mite, lenta, una gatta domestica.
Ora invece la strada si avvicinava agli oleandri e ....


Scendi dall’arco e sali sulla freccia, devi volare così come devi entrare nell’acqua e scendere lungo il fiume, diventare fiume. Vivere non è altro che scorrere, fluire, andare…

da “altro non è”